Bernardo
Buontalenti

«Credo che il gelato sia anche veicolo di emozioni strettamente legate alla cultura del gusto e al ricco patrimonio di sapori che offre un territorio».​

Bernardo Buontalenti è stato architetto, pittore e scultore ma anche un abile cuoco.

A Buontalenti si deve l’intuizione di aggiungere l’uovo alla ricetta già esistente del gelato. Preparò dei gelati a base di zabaglione e le sue ricette fecero il giro d’Europa. Le cronache dell’epoca riportano notizie su alcuni eventi da lui curati e passati alla storia per la loro magnificenza.

Nel corso di una visita a Firenze di un’ambasceria spagnola, Buontalenti fu incaricato dalla famiglia Medici di organizzare “festini da far rimanere come tanti babbei gli stranieri, spagnoli per giunta”. Bernardo decorò strade e piazze con ghirlande, per poi illuminarle con migliaia di torce e stupefacenti fuochi artificiali. Il momento più sbalorditivo dei festeggiamenti fu quello dedicato alla tavola, dove tra le preparazioni dolci, Buontalenti avrebbe aiutato i pasticceri di corte a realizzare i sorbetti, progettando uno strano strumento. La sua macchina a forma di scatola chiusa, con intercapedine isolante, avrebbe avuto un cilindro centrale contenente vari ingredienti freddi che si consolidavano grazie a spatole mosse di continuo da una manopola esterna. Gli ingredienti del sorbetto quasi gelato sarebbero stati: neve, sale (capace di abbassare la temperatura), limoni, zucchero, bianco d’uovo e latte. Nasce così il gelato moderno, molto simile a quello di oggi.