Il concorso Procopio de’ Coltelli

Cosa è il concorso Procopio de' Coltelli

Dall’edizione 2008, Sherbeth ha istituito il Concorso Internazionale Gelato del Mediterraneo “Procopio de’ Coltelli” , dedicando lo stesso a Francesco Procopio Cutò, maestro gelatiere francese, ma di origini palermitane che, nel suo Cafè “Le Procope” di Parigi, fece conoscere le sue specialità ai fiori di anice e cannella esportando per la prima volta il tradizionale gelato siciliano nel mondo.

Giunto alla sua ottava edizione, il concorso rappresenta oggi un importantissimo traguardo per i Maestri Gelatieri provenienti da tutto il mondo, i quali, di edizione in edizione, si prodigano nell’elaborare ricercatissime ricette golose da far degustare alla giuria tecnica composta da giornalisti ed esperti enogastronomici.
Per l’edizione 2017 grandi firme e professionisti del settore  giudicheranno i gelati in concorso, in un palcoscenico d’eccellenza come quello di Piazza Procopio Cutò, venerdì 29 Settembre alle ore 18:00.
La giuria tecnica sarà composta da Angelo Corvitto, in qualità di Presidente di Giuria, Alessio Calamini, in qualità di Presidente Onorario, Paolo Marchi (Identità Golose), Tony Lo Coco (Chef Stellato), Silvana Vivoli, Maestra Gelatiera. Il concorso sarà presentato da
 Tarsia Trevisan, giornalista Class Cnbc.
La premiazione avverrà domenica 1 Ottobre, presso piazza Procopio Cutò, alle ore 22:00 in presenza delle Istituzioni e con la conduzione di Federico Quaranta, giornalista e conduttore radiofonico di Decanter, famoso programma di enogastronomia di radio 2.

Il pubblico, previa prenotazione, potrà assistere gratuitamente al concorso e degustare i gelati proposti.

Quest’anno chi sarà il vincitore?

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FRANCESCO PROCOPIO CUTO’

Gelatiere e fondatore di Le Procope
(Palermo 1651 – Parigi 1727)

Francesco Procopio nasce a Palermo il 9 febbraio 1651 da Domenica Semarqua e Onofrio Cutò (poi detto Coltelli) ed è battezzato nella chiesa di Sant’Ippolito al rione Capo l’11 febbraio.
All’epoca, la Sicilia racchiudeva tutti gli elementi necessari alla creazione di sorbetti e gelati: ghiaccio e sale per produrli, zucchero (essenziale), fiori, spezie e agrumi quali materie prime. Neve sui massicci montuosi, sale in grande quantità. La coltivazione e lavorazione delle canne (cannamela) per la produzione dello zucchero, importate anche in Sicilia dagli Aghlabidi durante la loro espansione nell’VIII secolo, è documentata e diventa oggetto di florido commercio fino a tutto il 1600.
Francesco Procopio Cutò vive a Palermo e impara qui l’arte di fare i sorbetti e gelati.
Nel 1672, Francesco Procopio emigra a Parigi e non si porta appresso soltanto la sua sorbettiera ma la cultura composita di un intero popolo, intelligenza, creatività, coraggio, curiosità intellettuale. Non sappiamo quali studi egli abbia effettuato a Palermo, tuttavia vedremo nel percorso personale l’altissimo livello che raggiunge.
Dapprima, egli trova lavoro alla fiera di Saint Germain, presso Pascal un venditore di caffè, la novità dell’epoca. Nel 1674 frequenta la comunità dei distillateur limonadier e nel 1676 diventa maître distillateur. Nel frattempo si sposa con Marguerite Crouin, 1675, nella chiesa di Saint Sulpice; quindi, si associa al signor Logerot e insieme affittano un locale, ancora nella fiera di Saint Germain. Quindi, si trasferisce in rue Tournon dove vende al pubblico miscele di grani di caffè di sua creazione, caffè in polvere e in bevanda. Sicuramente il locale ha successo perché il Siciliano accumula i denari sufficienti per cogliere al volo l’opportunità di acquistare in rue des Fossés Saint Germain un edificio all’insegna (quando si parla di caso…) del Santo Sudario di Torino e di affittare i due edifici adiacenti.
Durante la sua permanenza a Parigi, Francesco Procopio, si costruisce un sogno: poter possedere un locale bello, accogliente ben frequentato, che si distinguesse dalle bettole e rivendite di caffè che nel frattempo si erano moltiplicate in città, dove poter proporre rosoli, gelati, sorbetti.
Si diceva all’inizio di questa breve biografia, che Francesco Procopio Cutò oltre al suo coraggio, creatività, intelligenza si era portato appresso da Palermo la cultura di un popolo.
Questa cultura del bello e del buono, egli la trasferisce nella concezione dei suoi locali. Unisce i tre edifici, costruisce ampie sale, sui muri tappezzerie di pregio, tavolini di ferro battuto e marmo, vetri e specchi. Un arredamento solitamente destinato alle abitazioni nobiliari. Egli vuole creare un ambiente che accolga il fior fiore delle nuove classi sociali che iniziano ad affollare la società parigina. E ci riesce.
E’ l’anno 1686 e soltanto un anno prima aveva chiesto e ottenuto la nazionalità francese, francesizzato il suo nome in François Procope Couteau, cui successivamente aggiungerà un nobiliare “de”.
La raffinatezza di Le Procope (viene così battezzato il nuovo locale) attrae la Parigi più colta. I locale offre un’ampia gamma di vini e distillati; egli propone finalmente i suoi rosoli a base di finocchietto, anice, coriandolo, aneto e cumino; offre le “acque ghiacciate” (granite, allora completamente sconosciute in Francia) e fa degustare i suoi sorbetti a base di ambra e muschio, zafferano, infusi di fiori e di frutta. La sua capacità di mescolare tra loro le spezie, la novità dei suoi sorbetti fino ad allora consumati esclusivamente dalla nobiltà parigina, fanno sì che Le Procope sia sulla bocca di tutti.
Poi, la fortuna lo bacia ancora: proprio di fronte ai suoi locali, nel 1689, si trasferiscono gli attori del re, la Comedie Française; i successi clamorosi riportati dalle rappresentazioni di commedie recitate nel nuovo teatro trovano eco nel cafè-glaciér di Procopio, che ne diventa il foyer.
A Le Procope si discute ora di arte, di letteratura e di scienza. Racine, La Fontaine, Regnard sono tra gli assidui frequentatori.
Il cafè-glaciér del palermitano durante il XVII e XVIII secolo sarà luogo d’incontro degli spiriti liberi, dove discutere, far progredire attraverso il confronto nuove idee e teorie. All’epoca esistevano numerosi salotti, organizzati soprattutto dalle “Precieuses”, gruppi di nobildonne che volevano entrare nel dibattito letterario e scientifico da cui erano escluse; però per frequentare questi salotti erano necessarie entrature nella nobiltà.
Al Procope gli intellettuali trovavano l’ambiente ideale, senza bisogno di entrature. Voltaire scrive: al Procope “lo spirito trova ospitalità senza bisogno di biglietti d’invito”. Il café-glaciér oltre alle caratteristiche sopra descritte, diventa anche luogo di libero dibattito politico, che non è gradito alla monarchia regnante. Ciò nonostante o forse grazie a ciò, la fama del locale si accresce varcando i confini nazionali.
E’ il 1717, Francesco Procopio Cutò è stanco e si ritira dall’attività trasferendo il suo ruolo al figlio Alexandre, mentre il primogenito Michel Procope Couteau studia e diventa dottore reggente della facoltà di medicina di Parigi.
Alexandre dirige Le Procope con lo stesso entusiasmo, intelligenza e ideali del padre; Diderot, d’Alambert, Piron, Rousseau, Voltaire sono fedeli habitués. A quest’ultimo sarà destinato un tavolo fisso. E’ qui, nel locale del Siciliano che prende consistenza l’idea di una grande Enciclopedia, che poi proprio Le Procope ne vedrà la nascita. E sull’Encyclopédie comparirà la voce “glace” e la descrizione del suo significato.
Monumento nazionale francese, Le Procope è tuttora funzionante nello stesso luogo in cui nel 1686 Francesco Procopio Cutò, il geniaccio Siciliano nato a Palermo nel quartiere Capo, lo fondò. Si possono ammirare gli arredamenti originali e annusare un’atmosfera carica di storia e di bellezza.

Il 24 marzo 2017, in occasione della giornata europea del gelato artigianale, il Comune di Palermo, dando seguito alla richiesta di Sherbeth Festival, ha inaugurato Piazza Procopio Cutò, nel cuore del centro storico della città e non lontano dalla chiesa in cui il Cutò fu battezzato. L’inaugurazione si è svolta nell’ambito delle attività previste per Palermo Capitale della Cultura trasformando il capoluogo siciliano nella prima e ad oggi unica città al mondo ad aver intitolato una luogo pubblico ad un gelatiere.

(Per gentile concessione di Luciana Polliotti)

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Le cinque edizioni del Concorso Procopio de’ Coltelli

Concorso Procopio de' Coltelli edizione 2009

Vincitore: Santo Musumeci

Santo Musumeci

Vincitore del premio Procopio de’ Coltelli 2009, medaglia d’argento nel 2012 e due volte vincitore del premio della giuria popolare allo Sherbeth nel 2011 e nel 2012. Santo Musumeci Maestro Gelatiere Pluripremiato alla fiera internazionale del gelato Sigep di Rimini al concorso “Mille Idee per un nuovo gusto”. Nel 2004 vince il primo premio con il gelato “Oro verde di Sicilia (Gelato Di Pistacchio, con Pasta Di Mandarino e Croccante Di Pistacchio Tostato e Caramellato) e nel 2005 il secondo Gelato Di Nocciola, con Croccante Di Nocciole, Fichi Freschi e Fichi Secchi).Nel 2007 di nuovo in cima con”Afrociok” (Gelato Di Cioccolato, con Arancia E Pinoli Tostati). Nel 2008 è quarto con il “Maperò” (Gelato Di Mandorla, Con Mandorla Tostata E Pera) e nel 2009 partecipa allo Sherbeth Festival di Cefalù vincendo il premio Procopio de’ Coltelli con il gusto “I sapori di terra mia” (Cioccolato Di Modica E Arance).Nel 2010 nuovamente alla fiera internazionale del gelato SIGEP di Rimini al concorso “Mille idee per un nuovo gusto” si classifica secondo con il gusto “fragolissimevolmente” (Superbo Mix Di Fragoline E Menta).

Concorso Procopio de' Coltelli edizione 2010

Vincitori: fratelli Granata

fratelli Granata

Alessandro, Giuseppe e Vincenzo sono tre fratelli che dai primi anni ’90 gestiscono l’Antica Gelateria dei Fratelli Granata. Grazie alle antiche ricette di due gelatieri di media età ora in pensione, deliziano il palato dei nicosiani e dei turisti con gelati artigianali di tradizione. Ed è proprio per la semplicità del gelato al Cedro, di non semplice preparazione, che nel 2010 hanno vinto la seconda edizione del Concorso Internazionale Gelato del Mediterraneo “Procopio de’ Coltelli” a Sherbeth Festival.

Concorso Procopio de' Coltelli edizione 2011

Vincitore: Claudio David Guerreiro

Claudio David Guerreiro

Il portoghese Claudio David Guerreiro della gelateria Delizia è il vincitore della terza edizione del primo premio Gelato del Mediterraneo “Procopio de’ Coltelli” con il gusto Fico secco.

Concorso Procopio de' Coltelli edizione 2012

Vincitore: Raffaele Del Verme

Raffele Del Verme

Raffaele Del Verme vive a Torchiara (SA) dove dirige la Gelateria Di Matteo. Nel 2012 ha vinto la quarta edizione del Premio Procopio con il gusto fichi al cioccolato, ispirato ad un’antica ricetta cilentana al fico ripieno con mandorle e scorza di limone immerso nel cioccolato. Ultimo nodo generazionale della famiglia Del Verme che conta artigiani del gusto a partire dagli anni ’30, quando il nonno produceva gelato, seguito poi dal padre.

Concorso Procopio de' Coltelli edizione 2015

Vincitore: Salvatore Cappello

Salvatore Cappello

Salvatore Cappello della Gelateria Cappello di Palermo ha vinto la quinta edizione del Premio Procopio de’ Coltelli con il gusto cioccolato al cru del Madagascar. A Palermo e in Italia è conosciuto come uno tra i più importanti Maestri Cioccolatieri e Maestri Pasticcieri, in particolare per la lavorazione del cioccolato. Chiamato in tv e corsi rinomati per condividere la sua esperienza. Oggi è affiancato dal figlio Giovanni che ha già vinto contest internazionali e continua la tradizione dolciaria di famiglia con estro e professionalità. Secondo posto al concorso Procopio per Andrea Soban della Gelateria Soban di Valenza in Piemonte che ha presentato il gusto Limone D’amare. Terzo Simone De Feo della Cremeria Capolinea di Reggio Emilia-Emilia Romagna con il gusto Fantasia Mediterranea.