Da Palermo a Parigi, Francesco Procopio Cutò esporta il gelato in Francia

Francesco Procopio Cutò e Le Procope Sherbeth Festival
14
Mar

Da Palermo a Parigi, Francesco Procopio Cutò esporta il gelato in Francia

Vi raccontiamo, in pillole, la storia di Francesco Procopio Cutò, chiamato anche Francesco Procopio de’ Coltelli, l’ambasciatore della democratizzazione del gelato in Francia.

E’ da attribuire a un palermitano, Francesco Procopio Cutò, (poi detto, per assonanza fonetica, François Procope de Couteaux e quindi ritradotto Francesco Procopio de’ Coltelli) la democratizzazione del gelato in Francia, l’averlo fatto uscire da Corte e elargito la degustazione ad altre classi sociali.
Ecco, raccolta in pillole, la sua storia.

Prima parte

Francesco Procopio nasce a Palermo il 9 febbraio 1651 da Domenica Semarqua e Onofrio Cutò (poi detto Coltelli) ed è battezzato nella chiesa di Sant’Ippolito al rione Capo l’11 febbraio.
All’epoca, la Sicilia racchiudeva tutti gli elementi necessari alla creazione di sorbetti e gelati: ghiaccio e sale per produrli, zucchero (essenziale), fiori, spezie e agrumi quali materie prime. Neve sui massicci montuosi, sale in grande quantità. La coltivazione e lavorazione delle canne (cannamela) per la produzione dello zucchero, importate anche in Sicilia dagli Aghlabidi durante la loro espansione nell’VIII secolo, è documentata e diventa oggetto di florido commercio fino a tutto il 1604.
Francesco Procopio Cutò vive a Palermo e impara qui l’arte di fare i sorbetti e gelati.
Nel 1672, Francesco Procopio emigra a Parigi e non si porta appresso soltanto la sua sorbettiera ma la cultura composita di un intero popolo, intelligenza, creatività, coraggio, curiosità intellettuale.
Non sappiamo quali studi egli abbia effettuato a Palermo, tuttavia vedremo nel percorso personale l’altissimo livello che raggiunge.

Dapprima, egli trova lavoro alla fiera di Saint Germain, presso Pascal un venditore di caffè, la novità dell’epoca. Nel 1674 frequenta la comunità dei distillateur limonadier e nel 1676 diventa maître distillateur. Nel frattempo si sposa con Marguerite Crouin, 1675, nella chiesa di Saint Sulpice; quindi, si associa al signor Logerot e insieme affittano un locale, ancora nella fiera di Saint Germain. Quindi, si trasferisce in rue Tournon dove vende al pubblico miscele di grani di caffè di sua creazione, caffè in polvere e in bevanda. Sicuramente il locale ha successo perché il Siciliano accumula i denari sufficienti per cogliere al volo l’opportunità di acquistare in rue des Fossés Saint Germain un edificio all’insegna (quando si parla di caso…) del Santo Sudario di Torino e di affittare i due edifici adiacenti.

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