Da Palermo a Parigi, la raffinatezza del Le Procope

Francesco Procopio Cutò e Le Procope Sherbeth Festival
19
Mar

Da Palermo a Parigi, la raffinatezza del Le Procope

Vi raccontiamo, in pillole, la storia di Francesco Procopio Cutò, chiamato anche Francesco Procopio de’ Coltelli, l’ambasciatore della democratizzazione del gelato in Francia e della nascita della caffetteria “Le Procope

Seconda parte

Durante la sua permanenza a Parigi, Francesco Procopio, con il suo locale Le Procope, si costruisce un sogno: poter possedere un locale bello, accogliente ben frequentato, che si distinguesse dalle bettole e rivendite di caffè che nel frattempo si erano moltiplicate in città, dove poter proporre rosoli, gelati, sorbetti.
Si diceva all’inizio di questa breve biografia, che Francesco Procopio Cutò oltre al suo coraggio, creatività, intelligenza si era portato appresso da Palermo la cultura di un popolo.
Questa cultura del bello e del buono, egli la trasferisce nella concezione dei suoi locali. Unisce i tre edifici, costruisce ampie sale, sui muri tappezzerie di pregio, tavolini di ferro battuto e marmo, vetri e specchi. Un arredamento solitamente destinato alle abitazioni nobiliari. Egli vuole creare un ambiente che accolga il fior fiore delle nuove classi sociali che iniziano ad affollare la società parigina. E ci riesce.
E’ l’anno 1686 e soltanto un anno prima aveva chiesto e ottenuto la nazionalità francese, francesizzato il suo nome in François Procope Couteau, cui successivamente aggiungerà un nobiliare “de”.
La raffinatezza di Le Procope (viene così battezzato il nuovo locale) attrae la Parigi più colta. Il locale offre un’ampia gamma di vini e distillati; egli propone finalmente i suoi rosoli a base di finocchietto, anice, coriandolo, aneto e cumino; offre le “acque ghiacciate” (granite, allora completamente sconosciute in Francia) e fa degustare i suoi sorbetti a base di ambra e muschio, zafferano, infusi di fiori e di frutta. La sua capacità di mescolare tra loro le spezie, la novità dei suoi sorbetti fino ad allora consumati esclusivamente dalla nobiltà parigina, fanno sì che Le Procope sia sulla bocca di tutti.
Poi, la fortuna lo bacia ancora: proprio di fronte ai suoi locali, nel 1689, si trasferiscono gli attori del re, la Comedie Française; i successi clamorosi riportati dalle rappresentazioni di commedie recitate nel nuovo teatro trovano eco nel cafè-glaciér di Procopio, che ne diventa il foyer. Pettegolezzi, discussioni serie, riunioni amorose sono accolti con egual cortesia da Procopio, che però coglie i fermenti intellettuali dell’epoca, se ne fa interprete e mette a disposizione degli
avventori carta, penne e calamai assai costosi. Fa puntualmente trovare ai suoi clienti il Mercure Galant (fondato nel 1672), una pubblicazione che si occupa d’informazione, soprattutto letteraria.

A Le Procope si discute ora di arte, di letteratura e di scienza. Racine, La Fontaine, Regnard sono tra gli assidui frequentatori…

Continua a leggere la storia di Francesco Procopio Cutò il 21 marzo…

Ti sei perso la prima parte? Leggi l’articolo e scopri la storia di Francesco Procopio Cutò

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